La sorpresa di Sam

Sono convinto che sta guardando me! Anche prima, non è stato un caso, quando ha subito abbassato lo sguardo..... - Sam se ne stava lì, appoggiato al bancone del Pub. Il caldo legno dei pavimenti risuonava dei passi di decine e decine di ragazzi, che entravano ed uscivano dal locale di continuo, tutti tirati a lucido per il Sabato sera. Ma lui era lì, da solo, da quasi due ore. Aveva scambiato qualche parola qua e là, con qualche conoscente di passaggio, ma adesso si era incollato a quello scomodo panchetto, la schiena appoggiata al bordo del banco. L'ennesima sigaretta gli pendeva quasi in bilico dalla mano, dando forma a grottesche statue di cenere in attesa che lui si ricordasse di fumarla. Il secondo bicchiere di birra scozzese era la sua unica compagnia, sciabordato ogni tanto da un'improvvisa sorsata nervosa e avida. Non era ubriaco, non lo sarebbe stato, quella sera, e la sua attenzione era tutta concentrata al tavolino di fronte. Due ragazze giovanissime e molto carine vi si erano sedute, e stavano bevendo e chiacchierando allegramente. Una delle due, fasciata in un paio di pantaloni neri molto aderenti e in una graziosa maglietta color porpora che le metteva in risalto il bel seno, pieno ma non esagerato, aveva un'aria molto gioviale; capelli lisci e castani, striati da maliziosi riflessi rossi, incorniciavano un volto regolare ma delizioso, e quando sorseggiava la sua birra strizzava leggermente i begli occhi verdi, dandole un'espressione quasi fanciullesca. Ma era l'altra che aveva riempito i pensieri di Sam. Bionda, con i capelli ricci raccolti sopra la testa, era meno bella dell'amica, ma la piega delle sue labbra, il piccolo mento leggermente sporgente, il nasino minuscolo e appena appena incurvato, avevano subito attirato lo sguardo di Sam. Lei indossava una camicetta di raso trasparente nera, sotto la quale, una canottierina fasciava generosamente un seno non altrettanto allegro quanto quello dell'amica, ma senza dubbio ben fatto. Aveva una gonna nera dalla foggia un po' strana, che le copriva le gambe fino ai polpacci, rivelando in pratica solo due caviglie sottili e delicate. Sam si chiese di che colore fossero i suoi occhi, e in quell'esatto momento si ritrovò a fissare dritto in due piccoli gioielli scurissimi, lucidi come se fossero stati appena bagnati dal pianto, eppure carichi di allegria e di spensieratezza. Quel momento durò una manciata di secondi, prima che lei distogliesse lo sguardo, ma ogni singolo secondo sembrò a Sam lungo almeno quanto il peso di tutti i suoi anni messi assieme! Sam, che aveva sempre odiato i diminutivi, e si era ritrovato, per forza di cose e di amici, a dimenticare di chiamarsi Samuele; Sam che a trentadue anni continuava a credere nei sogni e nelle promesse; Sam che non era mai riuscito a chiedersi "cosa farò da grande", perchè convinto che non sarebbe mai diventato grande! Sam, che aveva perso l'amore della sua vita senza neppure riuscire ad ammetterlo, e che ora faceva collezione di birre dolci e pensieri amari nel suo Pub preferito. Ma quella sera, la cosa stava diventando un po' diversa: altre volte aveva scambiato sguardi e ricambiato sorrisi con qualche ragazza, ma non si era mai mosso dal proprio panchetto. E invece eccolo lì a desiderare che la biondina si giri verso di lui, e la biondina si gira! Da quel momento aveva cominciato, quasi inconsciamente a fissarla spesso, scoprendo che anche lei si girava a guardarlo, scambiando ogni tanto qualche battuta con l'amica. In lui subentrò lentamente un incomprensibile stato di torpore vibrante, cercando dentro di se fra mille emozioni contrastanti quella che lo portasse a pensare la cosa giusta. -Dannazione, devo accettarlo una volta per tutte, che tra me e Laura è finita! Non posso continuare a strascicarmi come un sacco vuoto, senza trovare un minimo motivo di reazione. Ecco, mi sta di nuovo guardando!! Adesso le sorrido.... Macchè, lo so benissimo di essere troppo timido per farlo! Sono diventato un vero orso, da questo punto di vista. Già, ma il vecchio Sam di qualche anno fa deve per forza esistere, da qualche parte dentro di me, e prima o poi sarà necessario farlo tornare fuori, se voglio sopravvivere! - Si portò il bicchiere alle labbra, scoprendolo drammaticamente vuoto. Allora la sua priorità assoluta divenne d'improvviso quella di intercettare una cameriera e farsi portare un'altra birra. Non appena ebbe di nuovo accanto a sé la rassicurante compagnia di un bicchiere colmo di rossa e forte birra, potè di nuovo rilassarsi, accendendosi un'altra sigaretta che si sarebbe presto consumata senza che nessuno la fumasse. Quando tornò a posare lo sguardo sul tavolo delle due ragazze, scoprì che erano state raggiunte da alcune amiche, con cui adesso parlottavano allegramente. E tuttavia, ebbe l'impressione che la biondina, da sopra la spalla di una delle amiche, cercasse di tanto in tanto di dare una sbirciata verso di lui. -Ma via, devo smetterla! Maledizione, avrà dieci anni meno di me, che cosa le potrei raccontare? Eppure anche mia madre ha dieci anni meno di mio padre..... Sto farneticando come un pazzo! Non me la devo mica sposare, quella lì! Io dovevo sposare Laura, non una ragazzetta conosciuta in un Pub! Laura.... Chissà cosa starà facendo, adesso....... Ah bè, per quel che ne so, potrebbe anche essersi impiccata stasera stessa, visto tutto il male che mi ha fatto! Me la devo dimenticare, perché sognarla per i prossimi trent'anni sarebbe la cosa più facile e più cretina da farsi!! Ecco, stavolta sono sicuro che mi ha guardato... sta dicendo qualcosa all'amica! Magari tra un po' viene lei da me...... Sveglia, Samuele! Non sono mica Brad Pitt.... Eppure, sono convinto di piacerle; sennò perché si girerebbe così spesso? Beh, sarebbe bello avere una bella storiellina, dopo tutto! Chissà, magari ha una bella biancheria di pizzo nero, là sotto, di quella roba tanto costosa quanto ammaliante! Magari è vergine! Oddio, è giovane, si, ma al giorno d'oggi, a vent'anni ce ne sono ancora poche che possono dire d'essere vergini. Comunque, con quel visino, è senza dubbio una brava ragazza, una di quelle dolci e ingenue che si innamorano subito e si stancano due giorni dopo, non appena l'amore diventa qualcosa di già visto! Intanto, le nuove arrivate si erano sedute insieme alle amiche, parlottando allegramente con la verve tipica delle ventenni senza pensieri. Dopo alcuni minuti, un paio di ragazzotti dal giubbottino firmato e dai cappelli a istrice le raggiunsero, e uno di loro si sedette accanto alla biondina, cominciando a parlarle con fare sicuro e spigliato. -Eccoci, era chiaro! Sei contento, Samuele? Quello è decisamente il suo ragazzo. Sono stato qui a illudermi che stesse pensando a me, e invece eccola lì, col suo fidanzato, quella specie di marmocchio con gli occhiali che mi sta antipatico solo a guardarlo. Eppure..... Oh, diavolo, mi ha guardato di nuovo! Ma che razza di storia è, questa? Forse dovrei andarmene, così la smetto di fare l'idiota. E anche se lui mi sta sul culo, non mi piace rompere le scatole alle ragazze degli altri! Però adesso lei sta parlando con lui e guardando me! - Una vampata di rossore salì sul volto di Sam, scatenata dall' improvviso incrociarsi del suo sguardo con quello della ragazza. -Okay, adesso basta! Facciamo qualcosa per levarsi da questa dannata situazione. Ora mi alzo e vado in bagno, e la ignoro completamente! Speriamo di incontrare qualcuno, mentre vado a pisciare! - Sam si alzò, avviandosi con lo sguardo dritto avanti a sé, per cercare di non guardarla, ma gli risultò impossibile: era lei che lo fissava, volgendo la testa per seguirlo mentre lui le passava accanto! -Oh, Cristo! E allora? E adesso, come la metto? Stavolta è sicuro, mi stava guardando. Diavolo se mi guardava, mi ha pietrificato! Se solo non avesse il ragazzo, sarebbe davvero la volta buona che mi do una bella smossa! Espletati i propri bisogni fisiologici, Sam tornò al suo posto, scoprendo infelicemente che ci si era seduto un altro. Allungò la mano per riprendersi il proprio bicchiere e si appoggiò al muro. Le ragazze erano ancora là, e anche il tipo con i capelli a istrice. Ma all'improvviso, quello si alzò, salutando le ragazze e andando a sedersi ad un altro tavolo, insieme al suo amico. La biondina fece alle amiche un eloquente gesto di assoluta liberazione, rivelando così che il tizio l'aveva decisamente annoiata! -Oh, cazzo! Stai a vedere che quella faccia da idiota non era affatto il suo ragazzo! Ma certo, che diamine, una ragazza così, come può stare con un pesce lesso come quello là? Bè, almeno, però, lui c'è andato, lì, a parlare con lei. Io, che mi sento il suo sguardo addosso da un'ora non ho neanche il coraggio di avvicinarmi! - Ma l'istinto di sopravvivenza stava facendo riemergere in lui, finalmente, una sensazione che non provava da tempo. -Però, se lo può fare un ragazzotto dall'aria stupida come quello là, non vedo perché non dovrei farlo anch'io. In fondo, che ci vuole? Basta andar là, trovare due cose da dirle, presentarmi, magari offrirle da bere.... Una volta mi riusciva, con le mie coetanee. E allora con una più piccola di me, dovrebbe essere ancora più facile...- Uno, due passi incerti e lenti, lo sguardo in avanti dritto ma sicuro. -Ecco, mi sta guardando. Secondo me sta aspettando proprio che io vada da lei! - Tre, quattro passi, più decisi dei primi, cinque, sei. Un lieve sorriso da uomo di mondo dipinto di colpo sul viso: -Ciao! - Lei lo guardò dal basso verso l'alto, e anche le amiche si zittirono, fissandolo. -Ciao! - La risposta un po' stentata arrivo all'orecchio di Sam con una tonalità che lo allarmò leggermente. -Io mi chiamo Sam, o meglio, Samuele, solo che tutti i miei amici.... - -Io no! - Le amiche si misero a ridacchiare, e Sam sentì la vergogno salirgli alla gola come un nodo scorsoio. -Scusa, non volevo disturbarti.... è solo che mi era sembrato... che tu.... - -Che io cosa? - -Bè, che mi stessi guardando! - La ragazza si mise a ridere, acida e cattiva, facendo un gesto di diniego più che offensivo. -Ma per favore! Abbi pazienza, guarda, ma sono qui con le mie amiche, e non ho tempo per le stupidaggini- Ciò detto, lei si voltò, ignorandolo completamente. Lui rimase per un attimo immobile, pietrificato, completamente annullato, col bicchiere in mano. Poi finalmente riuscì a voltarsi e ad andarsene in cerca di un posto dove sedersi. -Maledetta stronza! Che troia! Che bisogno c'era di essere così stronza? Bastava che mi dicesse qualcosa per farmi capire che non era aria. Non c'era bisogno di ridicolizzarmi così. Puttana! - Dopo una buona mezz'ora passata a rimuginare sulla figuraccia appena fatta, Sam decise che era l'ora di tornare a casa. Oltretutto aveva parcheggiato l'auto piuttosto lontano. Appena uscito dal locale, notò subito la ragazza, ferma lì fuori a chiacchierare. -"eccola lì, la stronzetta. Mi guarda di nuovo, bastarda! Certo, adesso mi starà guardando perché le faccio venir da ridere..... Va bè, non ci pensiamo più! E meno male che ho la macchina lontana: una bella passeggiata, ora ci sta proprio bene, per rinfrescarsi le idee. - Girò l'angolo, inoltrandosi nei vicoli deserti del centro storico. Dopo un po', sentì un rumore di passi affrettati dietro di lui, ma sull'altro marciapiede. Via via che si avvicinavano sembravano rallentare, fino quasi a raggiungere la sua andatura. Poi, lì sentì cambiare direzione, per attraversare la strada deserta e raggiungere il suo stesso marciapiede, una decina di metri dietro di lui. Cominciava a preoccuparsi: in città c'erano parecchi delinquentucoli, e anche se quella sera avrebbe spaccato il mondo dalla rabbia, non aveva certo voglia di fare brutte avventure. Provò a dare una sbirciata alle proprie spalle. -Chi diav...... Oh, guarda un po'? ! ? è proprio la stronzetta, da sola! Mi sa che mi ha visto ed ha rallentato per evitare di oltrepassarmi, altrimenti l'avrei riconosciuta! Certo che è davvero una bella fica, in ogni caso.... Però è una stronzetta che se la tira! Si meriterebbe di trovare un bel paio di magrebini, adesso, di quelli che la sbattono al muro e se la stuprano tappandole la bocca con le sue stesse mutandine, così impara a fare la ganza.... Certo, un bello stupro... Mi hanno sempre fatto rabbia, le violenze carnali, però non posso dire che l'idea mi faccia eccitare! E questa stronzetta presuntuosa se lo meriterebbe..... Già, ma poi? Mi sbattono in galera, perché mi riconosce di sicuro! - I passi dietro di lui aumentarono improvvisamente di frequenza, e prima ancora che lui potesse accorgersene la ragazza lo raggiunse, lo afferrò per un braccio e lo strattonò con decisione verso un portone appena accostato. -Ehi, ma.... Che diavolo.... - Dentro il portone c'era una rampa di scale, affiancata da uno stretto corridoio buio. Le cassette della posta strabuzzanti di fogli ingialliti dimostravano che nel palazzo ci abitava ben poco gente. La ragazza portò Sam nel corridoio, spingendolo contro il muro e appoggiandoglisi. Lo afferrò per la nuca, tirandogli la testa verso il basso, facendogli assaggiare la sua lingua, morbida e voluttuosa. Lui ancora non riusciva a crederci, e non aveva capacità di reazione. Lei alzò una gamba, obbligandolo ad afferrarla sotto la coscia, aderendo perfettamente al suo corpo. Sam scoprì, al tatto, che la ragazza indossava un paio di calze autoreggenti, e la cosa lo fece impazzire, provocandogli un'immediata e rapidissima erezione. Il movimento della ragazza divenne sinuoso e lento, mentre il bacio si trasformava in una sorta di danza dal magnetismo carico di eros. La sua mano si posò appena sopra la cintura di Sam, cominciando a scendere inesorabilmente, insinuandosi dentro i suoi pantaloni e trovando senza problemi ciò che stava cercando. Sam credette che gli esplodesse il cervello quando sentì allentarsi i pantaloni, e infine l'aria fresca e libera carezzargli il pene, stretto subito da una manina delicata ma decisa. -Dimmi almeno come ti chia....... - La domanda rimase nella bocca di Sam, insieme al pollice che la ragazza vi aveva maliziosamente infilato: -Non devi parlare! Non dire una parola..... ". Lui non ebbe altra possibilità se non quella di obbedire, mentre lei scivolava lentamente in ginocchio, per scolpirgli le nervature del pene con la punta della lingua, prima di farselo sprofondare avidamente in bocca, accelerando improvvisamente il ritmo dei propri movimenti. Per Sam fu come prendere uno schiaffo violento da una qualche entità invisibile: si sentì travolto, sopraffatto, non avrebbe mai immaginato tanta maestria in una ragazza dall'aspetto così docile! Lei si rialzò, ansimante, e lo tirò a se, facendogli capire di inginocchiarsi. Lui obbedì, e la ragazza gli passò una gamba sopra la spalla; scostatole lo slip, cominciò a leccarla, trovando assolutamente gradevole il sapore dolciastro della sua eccitazione. Lei cominciò a gemere, inarcando la schiena e premendosi la testa di Sam tra le gambe, fino a che non potè più aspettare: -Scopami! - intimò, poggiandosi contro la parete. Lui le sollevò una gamba e le penetrò in profondità, facendola sussultare; iniziò a muoversi dentro di lei con un ritmo lento e preciso, ma lei dopo qualche secondo lo strinse per i glutei, tirandoselo ancora più dentro, e costringendolo ad un tempo irregolare e forsennato. Lui ansimava e lei gemeva, arrampicandosi su di lui fino a ritrovarsi sollevata da terra, schiacciata contro il muro, con lui che le teneva le gambe spingendola ritmicamente verso l'alto. Lui sentì l'orizzonte avvicinarsi rapidamente, e lei se ne accorse: lo allontanò con una spinta, tornando a inginocchiarsi per afferrargli il pene, agitarselo davanti al viso, e farsi inondare a bocca spalancata dall'effluvio di crema bollente che ne scaturì. Sam si sentì appagato di mesi di rabbia, mentre la ragazza raccoglieva le ultime gocce con la propria lingua; stava per rilassarsi, ma lei tornò ad ingoiarsi di nuovo la sua carne, alzando subito il ritmo. -Non crederai mica di aver finito qui, vero bello? ! Adesso tocca a te soddisfarmi! -. Lo spinse, facendolo sdraiare, e si accovacciò accanto a lui, rivolgendogli il bel culetto ben fatto e riprendondo il lavoro; gli portò un dito alle labbra, e Sam lo succhiò, imitando i movimenti che sentiva sul proprio pene. Lei sfilò il dito, per andarsi a cercare lo sfintere anale, stuzzicandoselo prima di sprofondarvi. Sam credette di perdere la ragione, assistendo allo spettacolo di quelle dita che allargavano sapientemente quel delizioso corridoio di carne. La ragazza gli montò sopra, guidandoselo nel buchetto spalancato, e scendendo con un movimento lento e doloroso. Cominciò ad aumentare i colpi, più forte, sempre più forte, lasciandosi scappare sibili sommessi e gorgheggi strani. Sam chiuse gli occhi, cercando di prolungare il più possibile quell'agonizzante piacere; li riaprì per un attimo, notando qualcosa che scintillava nella mano destra di lei, senza capire cosa fosse. Richiuse gli occhi, raccogliendosi per il momento dell'esplosione. Sentì l'arrivo dell' onda travolgente, e si lasciò finalmente andare, squassato da spasimi convulsi, sempre più convulsi, mentre qualcosa gli sfiorava rapidamente e glacialmente la gola. Avvertì uno strano sapore dolciastro dentro la bocca, scambiandolo per una nuova sensazione orgasmica. Provò a riaprire gli occhi, ma si accorse di trovare molta fatica nel farlo. Quando infine ci riuscì, ebbe appena il tempo di vedere l'oggetto scintillante che aveva notato poco prima tra le mani della ragazza, coperto da un liquido rosso, denso e gocciolante. Fu l'ultima cosa che vide.